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Via Milazzo 3 Roma Italia Tel(+39)064452283 Fax(+39)064452283 roma.info@hotelmilazzo.com Gli angeli sul ponte la milizia celeste a protezione del castello |
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Angelo con la colonna (foto1)
"Tronus meus in columna"
(Antonio
Raggi)
"In flagella paratus
sum" (Lazzaro Morelli) o Angelo con il Volto Santo "Respice faciem Christi tui" (Cosimo Fancelli). Angelo con laveste e i dadi (foto5)
"Super vestem meam
miserunt sortem"(Paolo Naldini). "Aspiciant ad me quem confixerunt"
(Girolamo Lucenti). "Cuius principatus super humerum eius"
(Ercole Ferrata). "Regnavit a ligno deus"
l'originale scolpito dal
Bernini insieme al figlio Paolo, non fu collocato sul ponte e sarà
spostato nella chiesa di Sant'Andrea delle Fratte nel XVIII secolo e
sostituito da una copia di Bernini stesso con l'aiuto dello scultore
Giulio Cartari . "Potaverunt me aceto"
(Antonio Giorgetti).
"Vulnerasti cor meum"
(Domenico Guidi). |
Roma Castel Sant'Angelo |
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Il castello ha preso il suo nome attuale nel 590, durante una grande epidemia di peste che colpì Roma. Papa Gregorio I avrebbe visto l'arcangelo Michele rinfoderare la sua spada sulla sommità del castello, significando così la fine dell'epidemia. La statua di un angelo corona l'edificio. In origine si trattava di una statua di legno che finì per consunzione; il secondo angelo, di marmo, fu distrutto nel 1379 in un assedio e sostituito nel 1453 da un angelo di marmo con le ali di bronzo. Questo angelo venne distrutto nel 1497 da un fulmine che fece esplodere una polveriera nel castello, e fu sostituito con uno di bronzo dorato che però nel 1527 venne fuso per farne cannoni. Infine fu la volta di una statua in marmo con le ali di bronzo di Raffaello da Montelupo risalente al XVI secolo e attualmente visibile nel Cortile dell'Angelo, e poi, nel 1753, arrivò l'attuale angelo in bronzo di Pierre van Verschaffelt, sottoposto a restauro tra il 1983 e il 1986. |
Il Castel Sant'Angelo (o Mole Adriana o "Castellum Crescentii" nel X-XII sec.) è un monumento romano, radicalmente modificato più volte in epoca medioevale e rinascimentale situato sulla sponda destra del Tevere, di fronte al pons Aelius (attuale ponte Sant'Angelo) a poca distanza del Vaticano, nel rione di Borgo.
Molto presto l'edificio,
spogliato di decorazioni e rivestimenti, cambiò destinazione d'uso e
divenne un fortilizio. Fu integrato nelle Mura aureliane nel 403, in
seguito fu fortificato a partire dal XIV secolo dai papi, cui si deve la
costruzione del passetto, la passerella sopraelevata che lo collega al
Vaticano. Vi fu allo stesso tempo ricavata una prigione, dove tra gli
altri fu rinchiuso Benvenuto Cellini nel XVI secolo. Papa Clemente VII,
miracolosamente scampato ai Lanzichenecchi di Carlo V, vi si rinchiuse
durante il terribile sacco di Roma nel 1527 e il castello resistette ai
tentativi di penetrarvi, fino alla capitolazione-accordo intervenuta fra
il papa e l'imperatore dopo circa un mese.
Da questo episodio l'utilità del castello balzò agli occhi dei papi, che
intrapresero grandiosi lavori di adattamento e vi installarono una vera
e propria residenza papale.